Abbandonare.
Un romanzo d'amore, un libro interrotto e due graphic novel.
In grande ritardo arriva il mio racconto delle letture (e non) di marzo. Scelte a caso, senza pianificazione, in un periodo di poca costanza e ispirazione. Tra queste c’è anche un libro interrotto: seppur io non sia fan del non finire le cose, so riconoscere quando andare avanti sarebbe un’inutile agonia.
Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, Luis Sepúlveda
Per me questo libro è stato cinema. E ora ti dico il perché.
All'università lessi un manuale sulla storia del cinema che, mi perdonerete la bruta sintesi, ne dava definizione come una poesia che si cela dietro dettagli apparentemente insignificanti. Il cinema è soffermarsi sui contorni mentre si narra una storia.
Al di là del racconto in sé scritto da Sepúlveda - piacevole, intriso di solitudine e vulnerabilità, di coerenza etica e di appartenenza, ma mai fino in fondo - sono i dettagli “inutili” tra le sue righe ad avermi colpita. Quel continuo soffermarsi sulla dentiera di Antonio José Bolívar, a volte tolta e a volte rimessa, non aggiunge nulla alla trama eppure dona spessore al personaggio, rendendolo cinematografico.
Leggilo se credi più nella bontà che nella forza.
Oceano rosso, Han Song
Tra di noi non è scoppiata la scintilla e l’ho lasciato andare dopo pochi capitoli. Non so se l’ho già detto tra le righe di questa newsletter, ma con la letteratura orientale ho un particolare rapporto di amore-odio: le letture si dividono in grandissimi sì e grandissimi no, senza alcuna sfumatura di grigio nel mezzo. La distanza culturale è ampia, i riferimenti immaginifici spiazzanti e così, se dopo qualche decina di pagine sento di navigare in acque torbide, smetto di nuotare. Oceano Rosso, sayonara!
A questo giro, non so proprio darti un consiglio per leggerlo.
Nel nido dei serpenti, Zerocalcare
Mescola reportage, autobiografia e la sua consueta ironia, per raccontare la storia di attivisti abbandonati dal propio paese. Zerocalcare tocca temi complessi e scomodi per il dibattito pubblico contemporaneo, come la responsabilità individuale, l’idea di giustizia e la difficoltà di opporsi a sistemi ideologici riprovevoli. Tanta politica, certo importante, ma proprio per questo forse mi è piaciuto meno di altri suoi lavori più narrativi.
Leggilo se vuoi supportare le spese legali degli attivisti coinvolti.
Il viaggio di Shuna, Hayao Miyazaki
Ho ricevuto questo manga in regalo, che mi ha colpito subito per le sue illustrazioni ad acquerello dai tratti morbidi e nostalgici. Leggere Miyazaki è un’esperienza inedita.
Ispirato da una leggenda tibetana, racconta la storia del giovane principe Shuna, che parte alla ricerca di misteriosi semi d’oro capaci di sfamare il suo intero popolo povero e affamato. Nel farlo attraversa un mondo ostile, ma trova anche l’amore.
Leggilo se ami le storie semplici e lo stile inconfondibile di Miyazaki.
E anche per questa volta siamo arrivati alla fine, grazie a te che hai letto fin qui.





